Detenuti e dignità “Solo chi ama il lupo può parlare al lupo”

“Oltre le sbarre, il fratello”. Bastano poche parole a don Primo Mazzolari per indicarti la strada; maestro di sintesi e di senso conduce a un mondo governato dalla fraternità e in cui mai può mancare la speranza. Anche quando si parla di carcere e di giustizia, temi così attuali in questo 2025, anno del Giubileo. Secondo don Primo occorre dialogare più che condannare, dare opportunità più che chiudere porte, perché «chi non crede alla redimibilità di una creatura umana non è cristiano». Parole che è possibile ritrovare in “Oltre le sbarre, il fratello” di Primo Mazzolari, libro a cura di Bruno Bignami e Umberto Zanaboni, rispettivamente postulatore e vicepostulatore della Causa di Beatificazione (e con prefazione di Gian Carlo Perego) che sarà presentato sabato 18 gennaio anche a Cremona.
Don Bruno, nell’anno del Giubileo della Speranza e dopo l’apertura di una Porta Santa nel carcere di Rebibbia, si riaffacciano le parole di don Mazzolari proprio legate al tema del carcere e della detenzione. In quali occasioni don Primo ha incontrato i detenuti e in quali testi ne ha parlato?
«Don Mazzolari non è stato cappellano di un carcere, ma parroco a Cicognara e Bozzolo. Proprio la sua sensibilità di prete vicino alla gente lo ha portato a rendersi partecipe delle sofferenze delle famiglie coinvolte in reati. Da qui la sua attenzione pastorale di parroco che andava a trovare i parrocchiani detenuti e che manteneva con alcuni di loro un rapporto epistolare....
Don Bruno, nell’anno del Giubileo della Speranza e dopo l’apertura di una Porta Santa nel carcere di Rebibbia, si riaffacciano le parole di don Mazzolari proprio legate al tema del carcere e della detenzione. In quali occasioni don Primo ha incontrato i detenuti e in quali testi ne ha parlato?
«Don Mazzolari non è stato cappellano di un carcere, ma parroco a Cicognara e Bozzolo. Proprio la sua sensibilità di prete vicino alla gente lo ha portato a rendersi partecipe delle sofferenze delle famiglie coinvolte in reati. Da qui la sua attenzione pastorale di parroco che andava a trovare i parrocchiani detenuti e che manteneva con alcuni di loro un rapporto epistolare....
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