«Mazzolari e la fede attiva che diventa testimonianza»

Ci sono figure, nella storia della chiesa che, nonostante il passare del tempo, divengono sempre più attuali: e la loro parola si incarna nella modernità. Tra queste, Primo Mazzolari. In tempi di guerra e distruzione, di un’economia che esclude, la voce di Mazzolari si fa sentire in nome dei diritti di Dio, alzando il velo sui poveri, sugli emerginati e sulle vittime. Così in “Il Vivente, i poveri, la pace - Profezia e modernità di Primo Mazzolari” (Edizioni San Paolo), il libro di don Antonio Agnelli parroco cremonese che attraverso un intarsio di citazioni - che vengono collegate anche alle parole di Papa Francesco - fa emergere la contemporaneità di Primo Mazzolari e la qualità cristiana e umana di un prete che, pur avendo vissuto ai margini della chiesa del suo tempo, ne è divenuto una delle figure più significative. «Ogni tanto punge la Chiesa e i cristiani ma anche questo serve», commenta don Antonio. L’amore per il parroco di Bozzolo risale «agli anni ‘70-’80 del secolo scorso, quando da giovane a Scandolara Ripa d’Oglio, ebbi come parroco don Giuseppe Giussani, che era stato vicario proprio all’oratorio di Bozzolo e che fu a lungo presidente della Fondazione Mazzolari. Fu lui a farci conoscere questa figura di sacerdote libero, di predicatore del Vangelo nella sua radicalità senza edulcorazioni»....
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