E il vescovo salvò il “Ponchielli”: il curioso episodio del 1902

Al di là del suo ruolo di culla del violino e della liuteria, Cremona è una città i cui abitanti hanno sempre dimostrato il loro amore per il teatro e i vari linguaggi espressivi dello spettacolo. Lo dimostra il fatto che in alcune epoche sotto il Torrazzo si sono trovati a convivere e a operare contemporaneamente almeno tre teatri, solo per citare i principali, fatto abbastanza anomalo per una realtà di provincia di così piccole dimensioni. Nell’Ottocento, per esempio, oltre al Concordia esistevano il Teatro Ricci e il Teatro Patriottico, nomi che oggi non dicono più nulla, ma mi spiego. Il Concordia era il principale teatro storico della città, nato sulle ceneri del vecchio Nazari (1747), ribattezzato Concordia-Ponchielli verso la fine del diciannovesimo secolo e poi chiamato definitivamente Ponchielli all’alba del Novecento. Il Ricci era il teatro nato nel 1860 nel cuore del centro storico, poi anch’esso distrutto da un incendio e rinato nel 1896 come Politeama, con quest’ultima denominazione ancora oggi al centro delle cronache perché proposto in vendita presso l’istituto delle aste giudiziarie....
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