L’uomo che inventò l’asilo infantile

7 NOV 24
Ultimo aggiornamento: 20:27 | 16 MAG 25
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La storia della città di Cremona è costellata di nomi e personalità che, in ambiti e periodi diversi, hanno raggiunto alti livelli di interesse; spesso, però, capita che all’importanza del ruolo giocato nell’epoca di appartenenza non corrisponda altrettanta fama nei secoli successivi. Alcune figure rimangono sconosciute ai più, altre raggiungono la fama nel settore specifico a cui appartengono; vi sono poi altre ancora, che dovrebbero essere conosciute da tutti, perché la loro azione, partendo da uno specifico ambito, ha ricadute nella vita comune di tutta la società.
A tale contesto appartiene Ferrante Aporti, nome che risulterà di certo familiare a chi si occupa di pedagogia o educazione in Italia: un uomo che ha vissuto Cremona non solo come luogo di formazione, ma come laboratorio dove le sue idee pedagogiche sono nate, sono state comprese e si sono concretizzate.
Nato a San Martino dall’Argine, piccolo comune della provincia di Mantova ma appartenente alla diocesi di Cremona, il 20 novembre 1791, Aporti si presenta come una figura pionieristica del suo tempo: un sacerdote, intellettuale e pedagogista che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama educativo del XIX secolo. Il suo lavoro e le sue idee hanno contribuito non solo a cambiare le pratiche educative della sua epoca, ma a gettare le basi per il futuro della scuola materna.
Aporti proviene da una tipica famiglia borghese della “bassa”, sostenuta dall’attività forense del padre e dalle rendite di qualche proprietà terriera. Primo di cinque fratelli, Ferrante, dopo aver studiato al liceo cremonese, entra in seminario e nel 1815 è ordinato sacerdote dal Vescovo Offredi....
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