Nell’ “insula” intorno a San Domenico

Parlare di liuteria è un fatto consueto per Cremona, che vanta in materia una tradizione non solo di antica origine, ma di assoluta rilevanza e una ricchezza fatta di beni, ma anche di esperienze. Parliamo, allora, delle origini storiche della liuteria, argomento molto meno scontato di quanto si possa pensare, fondato su un complesso di documenti che devono essere letti e interpretati nella loro funzione di testimonianza e fonte primaria di una realtà di cui offrono dati oggettivamente esatti e non derivati da interpretazioni, come tali più o meno opinabili; documenti che rappresentano lo strumento attraverso il quale è possibile effettuare una rilettura della storia musicale cremonese nei secoli XVI-XVIII. In queste carte sono compresi tutti i protagonisti della scena musicale di questi secoli: gli Amati, i Guarneri, gli Stradivari, ossia i tre gruppi familiari più identificativi dell’eccellenza cremonese. E non a caso mi esprimo al plurale, ma lo faccio per sottolineare la continuità dinastica della professione, affidata a nuclei familiari al cui interno l’arte veniva tramandata di padre in figlio, secondo la consuetudine da parte del capofamiglia di lasciare la bottega e i beni ai figli maschi: ciò che servì ovviamente a garantire la continuità della stessa tradizione liutaria, la quale d’altra parte mantenne la sua validità fino al momento in cui gli eredi si dimostrarono all’altezza dei loro progenitori....
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