Un po’ giallo, un po’ romanzo di formazione

Certamente non è uno scrittore banale, Fausto Vitaliano. Sospeso fra due “anime” - quella di autore di romanzi (per adulti e per ragazzi) e quella di sceneggiatore di fumetti -, è straordinario nel lasciare aperto uno spiraglio dentro il quale vale la pena d’infilarsi per approfondire temi che riguardino - anche - l’andamento dell’editoria italiana. Tutto origina dall’analisi della sua opera più recente (“La via del lupo”, proposta dalla casa editrice “Bompiani”), di cui egli parla con giustificato orgoglio.
Fausto, ormai il romanzo giallo si connota per svariate - diciamo così - “sfumature”. Il suo, per che cosa in particolare si caratterizza?
«Credo che “La via del lupo” possa essere indicato come un romanzo psicologico, inquadrabile dentro la “cornice” investigativa. Gli eroi che vivono dentro le sue pagine (Americo ed Elvo, in particolare) sono al centro di una storia cui ho cercato di conferire una particolare connotazione: sotto un certo punto di vista, al termine della lettura, ritengo che “La via del lupo”...
«Credo che “La via del lupo” possa essere indicato come un romanzo psicologico, inquadrabile dentro la “cornice” investigativa. Gli eroi che vivono dentro le sue pagine (Americo ed Elvo, in particolare) sono al centro di una storia cui ho cercato di conferire una particolare connotazione: sotto un certo punto di vista, al termine della lettura, ritengo che “La via del lupo”...
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