«Amo i “frammenti” di vita dentro ai quali inserirmi»

20 GIU 24
Ultimo aggiornamento: 20:2216 MAG 25
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Benché il suo più celebre romanzo, “Niente di vero”, le abbia permesso di conseguire prestigiosi riconoscimenti su scala nazionale (fra cui il Premio Strega “Giovani”, consegnatole nel 2022), Veronica Raimo - uno tra gli ospiti più attesi dell’edizione 2024 di “Festival Letterario Inchiostro” - preferisce, tuttavia, rifuggire da ogni sorta di “catalogazione”: soprattutto, da quella che la vuole “confinare” nel ruolo di scrittrice.
Eppure le sue note biografiche indicano dettagliatamente la sua attività: vari romanzi pubblicati, anche una recente raccolta di racconti (“La vita è breve, eccetera”, proposta nel catalogo di “Einaudi”) di buon successo commerciale. Lei sceglie di defilarsi rispetto alla definizione di “scrittrice”: perché mai?
«Perché credo fermamente che tutto questo spetti a chiunque svolga questo mestiere mosso da una vera vocazione. O almeno, da un’ispirazione. Io, al contrario, scrivo soltanto quando veramente sento di avere qualcosa che valga la pena di essere messo per iscritto: ecco il motivo per cui sento quest’appellativo non appartenermi. In più, ogni volta in cui immagino quale possa essere il mio futuro, intuisco che fra qualche anno potrei probabilmente occuparmi di ben altro»....
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