Direttore o dittatore? Le parole di Muti fanno rumore

13 GIU 24
Ultimo aggiornamento: 20:2216 MAG 25
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Da quando ha cessato il suo rapporto con la Scala e ha diradato le sue apparizioni artistiche in Italia, ogni volta che torna nel Belpaese e rilascia delle dichiarazioni Riccardo Muti fa più rumore (o più suono, se preferite) di quando sale sul podio. È avvenuto di recente in occasione della serata all’Arena di Verona che ha sancito la proclamazione a Patrimonio dell’Umanità della Grande Opera Italiana. Alla fine della prima parte del concerto da lui diretto, il celebre maestro si è rivolto al pubblico, oltre che al Presidente Sergio Mattarella e ai “membri del Governo” (nel palco d’onore c’era anche la premier Giorgia Meloni), e ha raccontato una metafora che ha suscitato parecchie reazioni. “L’orchestra è il sinonimo di società - ha attaccato il maestro -: ci sono i violini, ci sono i violoncelli, le viole, i contrabbassi, i tromboni, eccetera eccetera. Ognuno di loro spesso ha parti completamente diverse, ma devono concorrere tutti, pur avendo frasi diverse, a un unico bene, che è quello dell’armonia di tutti. Non c’è il prevaricatore. Molte volte io continuo a dire, anche ai miei musicisti, che c’è un impedimento alla musica ed è il direttore d’orchestra”, ha concluso tra gli applausi. Inevitabile, a pochi giorni dalle elezioni e in un momento in cui tutto viene ormai ideologizzato,...
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