Gli anni cremonesi di una madre costituente

In concomitanza con la Festa della Repubblica, segnaliamo il volumetto Bianca Bianchi. Madre costituente “cremonese” frutto di un appassionato lavoro di Angela Bellardi, presidente della Società Storica Cremonese, e della giornalista Barbara Caffi. La prima si è dedicata alle ricerche di documenti in vari archivi, fra cui quello della Camera dei Deputati e quello Storico Diplomatico degli Esteri, e presto ne capiremo il perché, la seconda ha descritto, con una scrittura piana ma efficace, la vita non facile di una donna cui va il merito di essersi spesa per costruire un nuovo futuro per tutte le donne in un’epoca nella quale era tutt’altro che facile.
La vita. Bianca nacque il 31 luglio 1914 a Vicchio, paese del Mugello non molto lontano da Firenze. Il padre Adolfo, fabbro, guidava il Circolo operaio socialista del paese: è da lui, che la portava ai suoi comizi domenicali, le parlava di povertà e giustizia sociale, di chiesa e di scuola, che venne il primo seme degli ideali che guideranno sempre Bianca. Altra figura importante per la sua formazione fu il nonno materno Angiolo a casa del quale, a Rufina, Bianca si trasferì con la madre e la sorella dopo la morte prematura del babbo. Fu proprio lui che la sostenne nella scelta, a 11 anni, di continuare gli studi all’Istituto magistrale Gino Capponi a Firenze. Fare la maestra però non le bastava, così a 25 anni prese il diploma di direzione didattica e di vigilanza nelle scuole alla Facoltà di Magistero di Firenze e successivamente in pedagogia con la possibilità di insegnare nelle scuole superiori. Nel 1939-1940 ottenne infatti la cattedra in due istituti parificati del genovese e subito iniziò una battaglia contro la censura fascista, prendendo posizione contro l’invasione della Polonia e contro la deportazione degli ebrei....
La vita. Bianca nacque il 31 luglio 1914 a Vicchio, paese del Mugello non molto lontano da Firenze. Il padre Adolfo, fabbro, guidava il Circolo operaio socialista del paese: è da lui, che la portava ai suoi comizi domenicali, le parlava di povertà e giustizia sociale, di chiesa e di scuola, che venne il primo seme degli ideali che guideranno sempre Bianca. Altra figura importante per la sua formazione fu il nonno materno Angiolo a casa del quale, a Rufina, Bianca si trasferì con la madre e la sorella dopo la morte prematura del babbo. Fu proprio lui che la sostenne nella scelta, a 11 anni, di continuare gli studi all’Istituto magistrale Gino Capponi a Firenze. Fare la maestra però non le bastava, così a 25 anni prese il diploma di direzione didattica e di vigilanza nelle scuole alla Facoltà di Magistero di Firenze e successivamente in pedagogia con la possibilità di insegnare nelle scuole superiori. Nel 1939-1940 ottenne infatti la cattedra in due istituti parificati del genovese e subito iniziò una battaglia contro la censura fascista, prendendo posizione contro l’invasione della Polonia e contro la deportazione degli ebrei....
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