Inclusione e richiamo all’accoglienza

23 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 18:20 | 16 MAG 25
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Chiunque s’intenda di profumi sa bene che, affinché una fragranza riesca davvero a cogliere nel segno, dev’esserci un perfetto equilibrio tra gli elementi: è indispensabile che l’uno, insomma, non abbia un’esagerata preponderanza sull’altro. E’ - usando una metafora - lo stesso principio che può essere applicato a un evento di grande respiro qual è “Porte Aperte Festival”, che punta proprio sulla mescolanza di differenti realtà (“scavando”, come d’abitudine, ben tre filoni: Scrittura, Musica e Fumetto) per determinare un’esemplare simmetria. Giunta alla nona edizione, la rassegna - il risultato della splendida sinergia tra l’Associazione “Porte Aperte Festival”, il Comune di Cremona e il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” - fa leva, una volta ancora, sulla straordinaria completezza del proprio programma (e sulla vastità del proprio “ventaglio” di ospiti) per intercettare la platea più ampia. Con un fil rouge (“Mappe”: questo è il titolo scelto quest’anno) ad attraversare l’intero calendario della kermesse. «Tracciano i confini, delimitano gli spazi e stabiliscono la geografia dei territori: con le mappe, da secoli ormai, gli uomini sono obbligati a porsi a confronto. Esistono, tuttavia, anche mappe che oltrepassano la semplice dimensione geografica: sono quelle relazionali ed emotive, che sono sempre servite (e che, oggi ancora, servono) agli esseri umani per guardarsi dentro e per conoscersi meglio», sottolinea Marco Turati (portavoce dell’Associazione “Porte Aperte Festival” di cui fanno parte anche Marina Volonté, Michele Ginevra, Mario Feraboli e Andrea Cisi)...
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