«Il mio commissario un po’ “stropicciato”»

23 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 20:2016 MAG 25
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Quanta gioia c’è nel rivedere il nome di Marco Ghizzoni sopra gli scaffali delle librerie. L’autore cremonese (uno fra gli ospiti più attesi dell’edizione 2024 del “Porte Aperte Festival”) è tornato ad avvincere (e divertire) i lettori con un romanzo del tutto particolare, “Le bionde del Benaco” (recentemente proposto nel catalogo di “Laurana Editore”), in cui a comparire è la figura del commissario Umberto De Tullio. Solo dall’invidiabile e fertile penna di Ghizzoni poteva scaturire un (anti)eroe a tal punto originale: è impossibile non apprezzarlo già alla prima lettura.
Anziché dall’analisi del protagonista, di cui più avanti ci occuperemo, focalizziamo l’attenzione sulla location dell’investigazione: il lago di Garda, cui già il titolo del libro allude. Perché questa scelta?
«Dopo aver raccontato a lungo Cremona e il territorio cremonese - i miei luoghi del cuore -, mi sembrava fosse giunto il momento di dedicarmi al mio luogo dell’anima, ossia la sponda occidentale del lago di Garda, che frequento stabilmente sin dall’infanzia sia in estate che in inverno. Non trovo mai tristi quei luoghi incantevoli, ma sempre molto suggestivi»....
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