Mara Maionchi vs Tiziano Ferro L’ingrata non sarà forse lei?

C’è stata un’epoca d’oro nel campo della musica, specie nella cosiddetta musica “leggera”, dove comunque - a dispetto del nome con cui si è soliti identificarla - non sono mancate opere di alta qualità artistica, al netto dei gusti e dei generi. Un’epoca - specie tra gli anni ‘60 e ‘70 - in cui i dischi si vendevano a milioni e con una sola canzone si facevano palate di soldi, tanto che ancora oggi i loro interpreti e i loro autori ci campano grazie anche al revival rinverdito da trasmissioni quali I migliori anni di Carlo Conti, e non solo. Erano anni in cui molti cantanti non erano nati tali: spesso si improvvisavano sfruttando magari una certa personalità o l’originalità dell’immagine. E nemmeno i discografici e i talent scout avevano una formazione specifica: bastava avere intuito, intraprendenza, scaltrezza, capacità imprenditoriali. Quando il terreno è “vergine”, insomma, spesso il primo che ci si butta fa fortuna. Un soggetto che ha fatto strada in quegli anni ma il cui personaggio si è addirittura amplificato ai nostri giorni è Mara Maionchi....
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