Storie di famiglia, autentica “cristalleria dei sentimenti”

Non pochi sono gli scrittori che hanno confessato di avere provato almeno una volta, nel corso della loro pur luminosa carriera, un vago senso di vertigine dinanzi al vuoto rappresentato dalla pagina bianca. Uno spazio da colmare con parole e con idee, che spesso risultano di dubbia validità, se non addirittura totalmente mancanti. Una sgradevole sensazione che finora non pare appartenere, invece, a Marco Ambrosi: la sua firma in calce a “L’Officina dei Manzoni” (opera recentemente offerta nel sempre più assortito catalogo di “Edizioni Creativa”) ne certifica il valore, confermandone oltretutto l’elevata capacità in termini di versatilità ed eleganza stilistica.
Quello che per molti simboleggia una specie di “ostacolo”, per lei non è un limite invalicabile. Questo è quanto si evince indagando la sua bibliografia, sempre più corposa a mano a mano che gli anni passano. Esiste, forse, un “segreto” che giustifichi tutto ciò?
«No, decisamente. Immagino che (più o meno) tutti gli scrittori sperimentino questo senso di disagio e d’“impotenza” nel momento in cui decidono di mettere per iscritto un loro progetto. Io sembro, per così dire, sfuggire a questa “regola” perché, ogni volta che accendo il mio pc, riesco a mettere in moto la fantasia in un arco temporale piuttosto ridotto. È come se mi mettessi alla guida di un’automobile il cui motore non solo non s’ingolfa, ma si scalda abbastanza rapidamente e, di lì a poco, procede in maniera spedita». ...
«No, decisamente. Immagino che (più o meno) tutti gli scrittori sperimentino questo senso di disagio e d’“impotenza” nel momento in cui decidono di mettere per iscritto un loro progetto. Io sembro, per così dire, sfuggire a questa “regola” perché, ogni volta che accendo il mio pc, riesco a mettere in moto la fantasia in un arco temporale piuttosto ridotto. È come se mi mettessi alla guida di un’automobile il cui motore non solo non s’ingolfa, ma si scalda abbastanza rapidamente e, di lì a poco, procede in maniera spedita». ...
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