Crême en Lombardie, l’omaggio di Victor Hugo

Non deve destare troppo stupore scoprire che la penna di Victor Hugo, padre del Romanticismo francese, abbia sfiorato, seppure per un attimo, anche Crema: in Hugo c’è tutto. Un breve accenno alla città si può incontrare infatti in una delle più complesse e vertiginose opere dello scrittore: La Légende des siècles (‘La Leggenda dei secoli’, 1883).
Si tratta di un monumentale poema epico (scritto negli anni del suo esilio sulla romantica isoletta di Guernesey), il cui ambiziosissimo fine è di dipingere in un maestoso affresco la storia dell’Umanità, dal tempo della genesi della Terra e di Adamo ed Eva fino al Giudizio Universale. Il poeta immagina di poter contemplare davanti a lui, in un sogno, il muro dei secoli («J’eus un rêve: le mur des siècles m’apparut», v. 1), bello e terribile, su cui si disegnano e si mescolano tutte le scene del passato, del presente e del futuro e dove sfila tutta la lunga processione della storia dell’umanità attraverso i secoli. Le diverse ripartizioni dell’immenso poema rappresentano la traduzione in versi di questi grandi affreschi storici percepiti dal poeta come in una fuggevole e terrificante visione dove l’esattezza storica lascia spazio alla leggenda: il titolo, significativamente, parla di Légende, non di Histoire dei secoli.
Victor Hugo non è solo I miserabili o Notre-Dame de Paris. È un artista vulcanico, enorme e soprattutto vario: la sua creatività spazia in ogni settore della letteratura, lirico, drammatico, epico, e in ogni tono, dal sussurro alla frenesia, dal galante all’incendiario. Per questo nella valanga biblica della sua opera ogni elemento viene trascinato e resta fissato sulla pagina come il relitto estenuato di quest’abbondanza colossale. Non è un caso se i suoi detrattori definirono Hugo «stupido come l’Himalaia»....
Si tratta di un monumentale poema epico (scritto negli anni del suo esilio sulla romantica isoletta di Guernesey), il cui ambiziosissimo fine è di dipingere in un maestoso affresco la storia dell’Umanità, dal tempo della genesi della Terra e di Adamo ed Eva fino al Giudizio Universale. Il poeta immagina di poter contemplare davanti a lui, in un sogno, il muro dei secoli («J’eus un rêve: le mur des siècles m’apparut», v. 1), bello e terribile, su cui si disegnano e si mescolano tutte le scene del passato, del presente e del futuro e dove sfila tutta la lunga processione della storia dell’umanità attraverso i secoli. Le diverse ripartizioni dell’immenso poema rappresentano la traduzione in versi di questi grandi affreschi storici percepiti dal poeta come in una fuggevole e terrificante visione dove l’esattezza storica lascia spazio alla leggenda: il titolo, significativamente, parla di Légende, non di Histoire dei secoli.
Victor Hugo non è solo I miserabili o Notre-Dame de Paris. È un artista vulcanico, enorme e soprattutto vario: la sua creatività spazia in ogni settore della letteratura, lirico, drammatico, epico, e in ogni tono, dal sussurro alla frenesia, dal galante all’incendiario. Per questo nella valanga biblica della sua opera ogni elemento viene trascinato e resta fissato sulla pagina come il relitto estenuato di quest’abbondanza colossale. Non è un caso se i suoi detrattori definirono Hugo «stupido come l’Himalaia»....
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