La “classica” e il ruolo della tv davanti alle tragedie di oggi

7 MAR 24
Ultimo aggiornamento: 20:1816 MAG 25
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Più volte nei miei articoli ho espresso il mio amore per tutti i generi musicali, senza per questo disconoscere che esista una diversa scala di valori tra Bach e i Ricchi e Poveri, anche se questi ultimi in alcuni momenti della vita e della giornata possono essere più divertenti e spensierati del Cantor di Lipsia. Di sicuro la “classica” ha riflessi di profondità e di spiritualità che inducono e aiutano alla riflessione. La premessa è per dire che quando ero bambino, negli anni ‘70 (del secolo scorso) e capitavano delle sciagure, in Italia o nel resto del mondo, la tv in bianco e nero - allora c’erano solo un paio di canali della Rai - sospendeva il palinsesto normale per trasmettere concerti di musica classica, o al massimo qualche film tipo I dieci comandamenti. Sarà stata una tv un po’ bigotta, ma di sicuro quelle 48 ore di sospensione dei programmi di intrattenimento - per quanti ce ne fossero allora - aiutava davvero a un momento di riflessione e catarsi, a concentrarsi sulla tragedia che era in corso. Lego questi pensieri, per esempio, alla strage di piazza della Loggia (1974) piuttosto che al terremoto del Friuli (1976), quando al mattino partii per recarmi a scuola e la trovai chiusa perché in quelle situazioni venivano tenuti chiusi anche gli istituti scolastici ma non esistevano ancora i gruppi dei genitori su facebook, dunque la notizia la apprendevi quando la toccavi con mano, per così dire. Devo dire che è anche in quelle situazioni che ho iniziato ad avvicinarmi e ad apprezzare la grande musica, quella dei maestri del passato, e a conoscerne i capolavori....
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