Il Grande Fiume, sorvegliato speciale

“Lanche e morte del Po cremonese”: questo l’ultimo importante lavoro curato da Riccardo Groppali, edito a cura di Fondazione Banca dell’Acqua, Amministrazione provinciale di Cremona e Rotary per il Po e stampato da Fantigrafica. Il presidente di Fondazione Banca dell’Acqua Angelo Mantovani ha spiegato le ragioni del sostegno alla pubblicazione del libro «La Fondazione ha deciso di supportare chi, come il prof. Groppali, contribuisce con scienza e coscienza a studiare il patrimonio naturale dei territori rivieraschi del Po, analizzandone i problemi e le trasformazioni nel tempo. Tutelare la biodiversità attraverso la salvaguardia delle zone umide non è soltanto un’attività di grande responsabilità ambientale, ma significa investire risorse per la loro tutela al fine di garantire la vita a tutti gli esseri viventi con una gestione attenta e responsabile delle risorse naturali».
Il professor Groppali, biologo, ricercatore e docente universitario, ha raccolto nel libro i risultati di un’indagine lunga, complicata e approfondita delle zone umide della sponda cremonese del nostro fiume, evidenziando la situazione critica in cui versano e che richiede interventi urgenti per la loro salvaguardia.
Lasciamo che sia proprio il ricercatore a parlarci del suo lavoro, ma anche di come evitare che la situazione delle zone umide censite, la cui lunghezza complessiva è di 33 chilometri, vada incontro a guai peggiori e con loro la fauna che ancora resiste.
A quando risale l’idea di scrivere questo libro?
«Un po’ di anni fa pensai che sarebbe stato opportuno fare un censimento delle zone vicino al Po sulla sponda cremonese, in quanto il livello del nostro fiume è sempre più basso...
Il professor Groppali, biologo, ricercatore e docente universitario, ha raccolto nel libro i risultati di un’indagine lunga, complicata e approfondita delle zone umide della sponda cremonese del nostro fiume, evidenziando la situazione critica in cui versano e che richiede interventi urgenti per la loro salvaguardia.
Lasciamo che sia proprio il ricercatore a parlarci del suo lavoro, ma anche di come evitare che la situazione delle zone umide censite, la cui lunghezza complessiva è di 33 chilometri, vada incontro a guai peggiori e con loro la fauna che ancora resiste.
A quando risale l’idea di scrivere questo libro?
«Un po’ di anni fa pensai che sarebbe stato opportuno fare un censimento delle zone vicino al Po sulla sponda cremonese, in quanto il livello del nostro fiume è sempre più basso...
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