Enrico Barelli, ovvero il Virgilio cremasco

Nel vasto mondo dell’erudizione classica, emergono figure che non solo padroneggiano le lingue antiche, ma sanno trasformarle in un’arte vivente. Anche Crema conobbe una di queste figure: anche Crema ebbe il suo Virgilio. L’8 giugno 1724 (quest’anno si celebra il trecentesimo anniversario della sua nascita) nacque a Ricengo in località Castello una personalità che, per la sua abilità nel comporre versi latini, i contemporanei avrebbero paragonato addirittura al grande poeta dell’Eneide. L’uomo che sarebbe stato destinato a divenire il più grande erudito che la storia di Crema abbia mai conosciuto nacque con il nome di Carlo Alessandro Barelli da una famiglia che l’abate Tintori, letterato cremasco, annovera tra le «cittadine che a Crema vivevano con maggior decoro». Per comprendere il tenore socio-economico dei Barelli basti il fatto che all’epoca la famiglia era proprietaria dell’oratorio di San Carlo Borromeo, eretto nel 1619 nella località Castello di Ricengo. Carlo Alessandro, fin da bambino versato nelle lettere, si formò presso il collegio dei Barnabiti di San Marino di Crema. Fu proprio tra i banchi di scuola, sotto l’attenta guida dei padri Barnabiti, che maturò in lui la vocazione allo studio, all’insegnamento e, soprattutto, alla vita religiosa: a vent’anni infatti decise di vestire lo stesso abito dei suoi precettori e, a Monza, si fece Barnabita. Sappiamo che dalle ceneri del collegio San Marino - scuola di grammatica e retorica tenuta dai Barnabiti a Crema per tutto il Settecento -, dopo la laicizzazione ottocentesca che lo trasformò in Ginnasio comunale e poi governativo, nascerà, nel 1962, il Liceo classico “Alessandro Racchetti” (ma l’intitolazione al giurista è del 1889): la storia è magistralmente raccontata nel volume Educare la mente e il cuore di Ilaria Lasagni...
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