L’orribile e spaventevole terremoto

I recenti disastrosi accadimenti verificatisi in Giappone mi hanno fatto riflettere sul fatto che ogni volta che accade un terremoto lo viviamo come un fatto inatteso, come se nessun evento simile fosse mai accaduto prima. Eppure i testi antichi ce ne ricordano molti, anche terribili, preceduti spesso da boati e rumori minacciosi. Anche Cremona ne subì uno il 3 gennaio 1117, di tale portata da essere ricordato negli annali come uno dei più terribili, accaduto per di più in un momento storico caratterizzato da un generale sviluppo economico della città e dal conseguente arricchimento di edifici sia ecclesiastici che laici.
Per cercare di capire quali siano stati gli effetti di questo sisma, in assenza di un’iconografia di riferimento è opportuno ripartire dalle fonti, nelle quali si nota un contrasto fra la visione quasi mitizzante dell’evento e la scarsità delle memorie documentarie locali, che tuttavia appaiono concordi nel parlare di una distruzione immane, se non totale, della città. Le cronache e gli annali medievali locali sono accomunati dal tono scarno e frammentario delle notizie, prevalentemente riferite allo stato degli edifici religiosi, quasi mai a vite umane, in maniera che, se da questi testi si apprende che il Duomo fu semidistrutto, molto difficile è invece appurare il numero delle vittime. Eppure i morti furono tantissimi in tutto il Nord Italia, sembra almeno 30.000, numero elevatissimo se si considera la scarsa densità abitativa della Pianura Padana, nella quale le ampie zone paludose esistenti non erano ovviamente popolate....
Per cercare di capire quali siano stati gli effetti di questo sisma, in assenza di un’iconografia di riferimento è opportuno ripartire dalle fonti, nelle quali si nota un contrasto fra la visione quasi mitizzante dell’evento e la scarsità delle memorie documentarie locali, che tuttavia appaiono concordi nel parlare di una distruzione immane, se non totale, della città. Le cronache e gli annali medievali locali sono accomunati dal tono scarno e frammentario delle notizie, prevalentemente riferite allo stato degli edifici religiosi, quasi mai a vite umane, in maniera che, se da questi testi si apprende che il Duomo fu semidistrutto, molto difficile è invece appurare il numero delle vittime. Eppure i morti furono tantissimi in tutto il Nord Italia, sembra almeno 30.000, numero elevatissimo se si considera la scarsa densità abitativa della Pianura Padana, nella quale le ampie zone paludose esistenti non erano ovviamente popolate....
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