Testimoni di pace/2: Don Primo Mazzolari

18 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Entrambi, “costruttori di pace”, cos’hanno davvero in comune don Mazzolari e don Milani? Lo abbiamo chiesto a don Bruno Bignami che, recentemente confermato direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, è postulatore della causa di beatificazione di don Primo. «Don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani sono figli di due generazioni differenti e successive - esordisce don Bruno -. Il primo nasce a Cremona nel 1890, mentre il secondo a Firenze nel 1923. Quando Milani nasce, Mazzolari ha compiuto 33 anni e ha già vissuto la drammatica esperienza della Grande Guerra. Sta iniziando a contrastare il fascismo attraverso una intelligente attività pastorale a Cicognara, nel mantovano. Le loro vite si incrociano nel secondo dopoguerra grazie a un breve rapporto epistolare. La lettera più interessante è la prima, datata 23 novembre 1949. Don Primo annuncia a don Lorenzo la pubblicazione sul quindicinale Adesso di un suo articolo dal titolo: «Franco, perdonaci tutti: comunisti, industriali, preti». Mazzolari commenta che si tratta di una pagina «di bel cuore sacerdotale, intonata perfettamente con lo spirito del nostro foglio». Il priore di Barbiana risponde ringraziando per Impegno con Cristo, che lesse «con passione». E commenta: «Da allora ho seguitato a considerare lei come un amico d’infanzia». La loro non fu un’amicizia nel senso pieno del termine, dato che non ebbero mai occasione di incontrarsi, ma fu una stima maturata nel tempo attraverso gli scritti. Forse potremmo chiamarlo discepolato da parte di don Milani, che aveva letto i libri di Mazzolari e ne condivideva la spiritualità e l’afflato pastorale».
Attenzione ai poveri e “Guerra alla Guerra”, le missioni di due preti scomodi ma obbedienti. Intanto, i venti di guerra continuano a soffiare sempre più forte...
«Mazzolari ha intercettato la povertà come mancanza di pane e di lavoro, Milani invece come forma di privazione della cultura. A entrambi stavano a cuore le sorti degli ultimi. È quello che li ha spinti ad avere una visione delle cose molto simile sul tema della guerra....
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