Festività natalizie, in quel tempo...

Le feste di fine anno creano sempre una magica atmosfera, fatta soprattutto di tenerezza domestica, e portano con sé la memoria di usanze e gesti antichi che rinnovano l’incanto di momenti passati nel calore e nella serenità. Ecco allora le numerose tradizioni popolari, diverse da città a città, ma tutte animate da uno stesso spirito di fondo e se ci affidiamo ai racconti tramandati dalla cultura popolare troviamo narrazioni suggestive, ricche delle emozioni suscitate dai ricordi di chi ha vissuto quei momenti in prima persona. Cremona ne vanta alcune oggi poco note, le cui radici si trovano nelle antiche fonti diaristiche, poche per la verità.
Nel 1638 il Diario curioso di Giuseppe Bresciani aiuta, ad esempio, a conoscere alcune tradizioni vive nella Cremona del tempo, registrate di giorno in giorno seguendo il calendario, consuetudini proprie di una cultura popolare, di cui rispecchiano la spontaneità e vivacità.
Nel 1638 il Diario curioso di Giuseppe Bresciani aiuta, ad esempio, a conoscere alcune tradizioni vive nella Cremona del tempo, registrate di giorno in giorno seguendo il calendario, consuetudini proprie di una cultura popolare, di cui rispecchiano la spontaneità e vivacità.
Il 24 dicembre, Vigilia di Natale, "dalli Hospitali, Collegij & Università viene questo giorno dispensato à poveri grandissima quantità di pane, farina, e denari". La tradizione riferita ruota intorno all’alimento più importante, cibo quotidiano per antonomasia, bene prezioso e necessario per vivere: quel pane della condivisione che crea già di per se stesso comunità. La tradizione del dono del pane si concretizzava nelle forme di distribuzione solidale grazie alla quale associazioni religiose e laiche riuscivano a dare un piccolo aiuto alle persone maggiormente in difficoltà. Alla base c’era la "Disciplina caritatis" che aveva caratterizzato soprattutto la Regola di S. Benedetto e che prescriveva un’attenzione particolare nell’accogliere poveri, malati e pellegrini; quella stessa disciplina religiosa che informava i Consorzi, associazioni identificate a Cremona con il nome di un santo (Omobono, Facio, Michele) la cui pratica di vita era sempre stata contrassegnata dalla costante della carità....
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