Dal Po all’Oglio. In barca con Federico: un viaggio lento in “Altre terre di fiume”

Ovunque stimato per la lunga e brillante carriera giornalistica, Roberto Fiorentini ha prestato una volta ancora la sua versatile penna per ossequiare, ricorrendo a uno stile di scrittura ormai riconoscibile (garbato e mai inutilmente ridondante), quella che - per usare una felice espressione dello stesso autore - «è la maniera “lenta” di affrontare l’esperienza della vita, tipica di chi ha scelto di defilarsi rispetto alla frenesia (talvolta immotivata) delle nostre città». Ne è nata un’opera, “Altre terre di fiume” (presentata dentro il sempre più ampio catalogo della Casa editrice “Cremonabooks”), che aggiorna il recente racconto relativo alla natia Cremona e all’amato Po, e che s’impegna a guidare il lettore attraverso un viaggio - lento, va da sé: questo conviene fare per trovare la giusta ispirazione - in cui l’Uomo e la Natura paiono venire a stretto contatto. Una sorta di “fusione” in cui affiorano passione e poesia, e che prende le mosse da un’amicizia - quella tra il già citato Fiorentini e Federico Bocchi - nata quasi per caso, sopra una barca, sulle acque dell’Oglio. «Federico ha ereditato dai nonni e dal padre il mestiere di navigare usando esclusivamente un lungo remo di legno. Lo scorso luglio, è stato proprio lui ad accompagnarmi a visitare il vasto territorio...
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