Lo spirito del Natale, storie sotto l’albero

21 DIC 23
Ultimo aggiornamento: 20:1316 MAG 25
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L’amore che sta alla base della scelta di un dono, risultato alla fine inutilizzabile, sta al centro di un commovente racconto dello scrittore statunitense William Sydney Porter (1862-1910), noto con lo pseudonimo di O. Henry e autore di novelle e racconti pubblicati su riviste o in raccolte, molti dei quali caratterizzati da finale a sorpresa.
Così nel racconto Un dono dei magi, in seguito oggetto di imitazioni. Una povera casa a New York. Due giovani sposi, Jim e Della, che si amano teneramente. L’indomani è Natale. Ma loro vivono in grande ristrettezza. Vorrebbero acquistare un dono, l’uno per l’altro, che attesti la loro reciproca affettuosa premura. Un dono che risulti il più gradito; ma come fare? Della ha solo un dollaro e ottantasette cents, ci informa l’autore: “Era tutto. E sessanta cents erano in pennies. Pennies risparmiati uno o due per volta, contesi al droghiere e al verduraio e al macellaio”. Aggirandosi inquieta per la casa, Della passa davanti allo specchio e compie un gesto abituale: si scioglie gli splendidi, lunghissimi capelli, e rimane folgorata:
“Se la regina di Saba avesse abitato nell’appartamento di fronte, Della avrebbe lasciato pendere i capelli alla finestra per asciugarli, soltanto per fare scorno ai gioielli e ai doni di Sua Maestà”.
Quei capelli sono la sua unica ricchezza. Li sacrificherà vendendoli e acquisterà con i venti dollari ricavati una catenina di platino per l’orologio d’oro da taschino del suo Jim, appartenuto al padre di lui e al padre di suo padre, unico segno di un antico benessere, che anche ora, pur mostrando l’usura del tempo nel logoro cinghino cui è legato, continua ad essere l’oggetto più caro a Jim:
“Se re Salomone fosse stato il portiere con tutti i suoi tesori ammucchiati in cantina, Jim avrebbe tratto dal taschino il suo orologio ogni qualvolta gli fosse passato davanti, per il solo gusto di vederlo strapparsi la barba per l’invidia”....
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