Togliere il superfluo, scavare nella realtà per cogliere l’essenza

23 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 20:1116 MAG 25
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Snellire, “asciugare” il proprio linguaggio affinché le parole, nella loro distribuzione sopra il foglio di carta, siano pressoché perfette. Parole che, nella loro - apparente - fissità, in verità sembrano “giocare” a rincorrersi, alternarsi, scambiarsi le une con le altre. È solo una, questa, delle possibili chiavi di lettura attraverso le quali interpretare “Graffiti”, la (prima) silloge (pubblicata di recente nel catalogo di “Tarantola Editore”) a firma di Silvia Andrea Russo, giovane autrice concittadina che nelle sue poesie s’è divertita a disporre in fila più elementi, per poi scegliere di “incrociarli”. Ci offre oggi componimenti che lacerano, lasciando segni profondi sulla pelle: toccano le corde della nostra anima e le fanno vibrare come mai è accaduto prima d’ora, esponendoci alla verità e mettendoci (per una volta) a nudo completamente. «Sono cresciuta all’interno di un nucleo famigliare che ha sempre conferito tanta importanza all’uso delle parole: la passione per la lettura e per la scrittura mi seduce da anni ormai, e appena ho potuto ho scelto di scrivere io stessa», confida l’autrice....
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