Scatole in omaggio a S.E. “Muy honorato” del gran dono

Oltre al dibattito sulle origini del torrone, al cui riguardo storia e leggenda si intrecciano fra loro in maniera affascinante, come è proprio di tutte le narrazioni che appartengono alle tradizioni popolari e al costume, è utile richiamare all’attenzione la fortuna di cui il dolce, prodotto esclusivamente nelle botteghe degli speziali, godette nel periodo immediatamente successivo a quel 1441, data del matrimonio fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, al quale viene comunemente fatta risalire la sua creazione. A partire dal Cinquecento la documentazione sul torrone, non più abbellita da particolari leggendari, si fonda su oggettivi elementi storici e vede il dolce già affermato come prodotto identificativo della realtà cremonese. Era il periodo della dominazione spagnola e la ricchissima Cremona, tra i mille tributi dovuti alla corona di Spagna, ne pagava anche uno in torrone, come testimoniato dal cospicuo numero di missive scambiate da Cremona con i suoi rappresentanti a Milano, tutte caratterizzate dallo stile ridondante proprio della cultura dell’epoca e da un’ossequiosità ampollosa, fastidiosa alla nostra moderna sensibilità. È opportuno leggerne qualche brano perché a questo tono oltremodo riverente doveva necessariamente corrispondere un dono la cui “eccellenza” si dimostrasse all’altezza dei potentati, destinatari dunque di onori sia formali sia sostanziali.
Per ottenere i favori dei reggenti spagnoli la città ricorse, in particolar modo durante il periodo natalizio, all’invio di dolci omaggi, che si rivelarono sempre tanto graditi da essere molto spesso sollecitati dagli stessi illustri personaggi. Divenne, dunque, usanza comune la spedizione da parte degli amministratori cittadini di scatole di torrone da destinare come doni alle autorità milanesi, con l’evidente scopo di ingraziarsene i favori. Così il 2 dicembre 1544 i rappresentanti del Comune di Cremona confermano la spedizione di quantità di torrone per il Senato di Milano e per le autorità spagnole: "Molto Illustrissimo Signor mio oss. parendo ad V. S. di dar comisione al Bacco che si faccia far al spetiaro della Incoronata la infrascritta quantità di scatole de copeta et torone di una livra luna per presentar alli infranotati Signori"....
Per ottenere i favori dei reggenti spagnoli la città ricorse, in particolar modo durante il periodo natalizio, all’invio di dolci omaggi, che si rivelarono sempre tanto graditi da essere molto spesso sollecitati dagli stessi illustri personaggi. Divenne, dunque, usanza comune la spedizione da parte degli amministratori cittadini di scatole di torrone da destinare come doni alle autorità milanesi, con l’evidente scopo di ingraziarsene i favori. Così il 2 dicembre 1544 i rappresentanti del Comune di Cremona confermano la spedizione di quantità di torrone per il Senato di Milano e per le autorità spagnole: "Molto Illustrissimo Signor mio oss. parendo ad V. S. di dar comisione al Bacco che si faccia far al spetiaro della Incoronata la infrascritta quantità di scatole de copeta et torone di una livra luna per presentar alli infranotati Signori"....
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