«In un altro mondo per sfuggire al degrado ambientale»

A metà strada tra la realtà e l’invenzione, esiste uno spazio angusto dov’è possibile infilarsi: è proprio lì che a Nicola Lupi (ingegnere meccanico cremonese con la passione per la scrittura) piace inserirsi, allo scopo di raccontare storie che dosino intelligentemente verità e fantasia. Non fa eccezione “Il codice Genesi”, l’opera più recente - proposta nel catalogo della casa editrice “BookRoad” - dell’autore, che in quest’occasione torna a confrontarsi con l’antico e autentico amore, ovvero quel genere letterario - il thriller, frequentato con pieno successo già al tempo de “Ricordi di un omicidio” (2020) - che, su scala nazionale, a tutt’oggi può vantare vari esponenti di fama. Al di là della bontà del testo, in cui Lupi esalta la propria capacità di scrittura e l’abituale maestria nell’imbastire una trama avvincente (oltreché - va presto detto - verosimile), piace soprattutto la scelta compiuta: ecco che la finzione diviene il pretesto per mettere a fuoco un tema oltremodo dibattuto - sul web come in televisione e sui social media - qual è la salvaguardia dell’ambiente.
«Un argomento a me come a molti altri assai caro, di cui spesso ci si dimentica.
«Un argomento a me come a molti altri assai caro, di cui spesso ci si dimentica.
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