Religiosi consacrati alla cura degli infermi

L’undici novembre 1918 terminava la prima Guerra mondiale. Parlare di Grande Guerra può sembrare eccessivo a noi, uomini del XXI secolo, che quotidianamente ci confrontiamo con realtà fatte di guerre, distruzioni e rovine, e che per questo fatichiamo a continuare a usare questa definizione per un evento che ci appare incredibilmente lontano nel tempo. Ma se ci caliamo nello spirito dell’epoca, ci rendiamo conto che questo aggettivo, grande, quasi che le precedenti guerre non avessero dimensioni paragonabili, evocava uno scenario per quel tempo apocalittico, una realtà che per la sua valenza distruttiva appariva assolutamente irripetibile, di fronte alla quale ogni uomo non poteva che restare desolatamente impotente. Ricordo di aver visto, tempo fa, una fotografia che ritraeva uno scarpone chiodato: del soldato che lo portava era rimasta solo la gamba maciullata, il resto del corpo non c’era più. Questa immagine mi colpì con forza e mi aiutò a capire quale immane tragedia sia stata questa guerra. Di essa oggi sappiamo tutto, o quasi, dai libri di storia, che ne hanno sviscerato le cause scatenanti, lo svolgimento, le conseguenze, dandocene conto in un’interminabile serie di nomi, date e luoghi di battaglie, alla quale credo poco rimanga da aggiungere.
O forse no: qualcosa resta ancora da ricordare, ossia l’impegno delle tante persone, laiche e religiose, che si sono prodigate nel campo della sanità per portare il proprio contributo in un momento tanto delicato. Per questo credo sia importante ricostruire il ruolo svolto da un’istituzione che a Cremona è nota a tutti, ma della quale pochi conoscono i trascorsi: mi riferisco alla Casa di Cura S. Camillo e al contributo che essa diede proprio nel periodo bellico....
O forse no: qualcosa resta ancora da ricordare, ossia l’impegno delle tante persone, laiche e religiose, che si sono prodigate nel campo della sanità per portare il proprio contributo in un momento tanto delicato. Per questo credo sia importante ricostruire il ruolo svolto da un’istituzione che a Cremona è nota a tutti, ma della quale pochi conoscono i trascorsi: mi riferisco alla Casa di Cura S. Camillo e al contributo che essa diede proprio nel periodo bellico....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 16 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT