Ascoltarsi raccontare «Noi... e tutte le storie che ci uniscono»

9 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 20:1116 MAG 25
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In fondo, ammette, «non c’è niente di meglio di raccontare una storia per ricevere una storia». E Matteo Caccia di storie negli ultimi 13 anni ne ha raccolte davvero tante. Storie dal vivo, storie arrivate e passate in radio o sui podcast, storie riproposte negli spettacoli... «Ovunque vado cerco storie, legate alle persone o ai luoghi... l’unica cosa importante per me è che siano vere e che abbiano una loro forma di onestà». “Essere se stessi”, non a caso, è il titolo dello spettacolo che Matteo Caccia presenterà venerdì 17 novembre (ore 18) nell’Auditorium del Museo del Violino, nell’ambito della serata inaugurale di BookCity Milano a Cremona. «Uno spettacolo creato ad hoc per Cremona, un viaggio all’interno dei miei incontri con le storie di vita delle persone e che prende forma da un libro che ho scritto qualche mese fa dal titolo “Voci che sono la mia” (Il Saggiatore)».
Lo spettacolo sarà l’occasione per dare spazio alla narrazione come strumento d’identità, voce polifonica che cerca di riconnettersi con lo spirito dei luoghi, tentando di generare un’esperienza di condivisione e di coesione sociale.
Perché «l’identità è fatta dalle nostre storie. Per questo a Cremona chiederemo alle persone presenti in Auditorium di raccontarsi. A ciascuna di loro verrà consegnata una semplice card su cui scrivere a penna una breve storia che poi io leggerò direttamente dal palco. Un “format” non così diverso rispetto a quanto mi capita di fare in radio con i messaggi o le mail. Solo che in radio il percorso è più lento - dal ricevimento della mail alla puntata possono passare un paio di settimane - mentre in questo caso mi piaceva provare a immaginare uno scambio immediato tra me sul palco e quella parte di pubblico che avrà  voglia di condividere storie».
In che senso possiamo dire che le nostre storie dialogano con ciò che ci circonda?
«Perché sostanzialmente noi siamo anche i luoghi che viviamo. Mi piace ricordare la storia che mi è arrivata molti anni fa di un ragazzo che raccontava di come una vincita al totocalcio, un 13 alla schedina, aveva permesso alla sua famiglia di aprire un mutuo e di andare ad abitare in una casa più grande nella città di Bologna.....
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