C’è chi si batte per i diritti e chi porta gioia: musica è libertà

26 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 20:1016 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di C’è chi si batte per i diritti e chi porta gioia: musica è libertà
“Sono grato di poter scegliere se esibirmi o meno in Arabia Saudita. Molti hanno libertà estremamente limitate: le donne, la comunità LGBTQ+, la stampa”. Ha fatto notizia nei giorni scorsi questo post attraverso il quale Rod Stewart comunicava di aver rinunciato a un ingaggio faraonico per protestare contro la violazione dei diritti umani perpetrata dal quel paese. Un gesto indubbiamente nobile quello del rocker britannico, che già lo scorso anno aveva opposto lo stesso “gran rifiuto” al Qatar che lo aveva invitato, con offerta economica altrettanto sontuosa, a esibirsi in occasione dell’inaugurazione dei mondiali di calcio. Un beau geste sicuramente in linea con i valori di libertà, democrazia, inclusione e uguaglianza da sempre professati dalla Musica e per il quale il “mesciato” artista londinese merita un applauso. Vorrà dire che andremo tutti a sentirlo a Lucca il prossimo 7 luglio, dove è atteso per il Summer Festival. Dopotutto al 78enne Rod non manca davvero nulla, e soprattutto nella vita non si è fatto mancare nulla, tra splendide donne (tutte bionde) e altrettanto meravigliose automobili, solo per citare due sue note passioni. Tuttavia se da una parte applaudo incondizionatamente all’iniziativa del cantante inglese dalla voce graffiante, dall’altra non mi sento di mettere alla gogna tutti gli artisti che in questi anni sono stati criticati per essersi esibiti in Paesi in cui la democrazia mostra delle falle,...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 2 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT