Ottobre, la “terra di mezzo”

26 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 18:10 | 16 MAG 25
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Se percorriamo a ritroso il dispiegarsi dei secoli e consideriamo le zone affacciate al bacino del Mediterraneo che hanno visto nascere le civiltà in cui affondano le nostre radici, troveremo negli antichi calendari dei Greci e dei Romani, al di là delle differenze strutturali, un denominatore comune: una connotazione civile e religiosa insieme, evidente nelle dedicazioni a una specifica divinità per ogni periodo o per ogni giorno del mese e nella registrazione di eventi di particolare rilievo nella vita politica, sociale e militare sia della città-stato greca (la polis) sia dello Stato romano (repubblica o impero), oggetto di particolari celebrazioni.
Nell’antica Grecia ogni polis aveva un proprio calendario - di tipo lunare e quindi legato alle fasi della luna - solo raramente condiviso con altre entità politiche, come invece quello più noto, il calendario ateniese, pervenutoci come era stato fissato al tempo del legislatore Solone (VI/V secolo a. C) e redatto sinteticamente in seguito da un certo Nicomaco incaricato di stilarlo con l’indicazione dei momenti sacrificali. Diviso in 12 mesi (ciascuno declinato in tre decadi) raggruppati originariamente in tre sezioni stagionali, il periodo autunnale vi appariva accorpato alla stagione estiva che iniziava con il solstizio d’estate. Solo successivamente fu aggiunta una quarta sezione autonoma per la stagione autunnale. Il periodo corrispondente all’attuale ottobre vi appariva sia in condivisione con il mese di settembre, quindi nel tempo estivo, sia unitamente al mese di novembre, quindi in quello autunnale. Nel primo caso il mese portava il nome di Boedromione dall’appellativo attribuito al dio Apollo di cui si celebrava la festa, ed era dedicato alla commemorazione della vittoria dell’eroe ateniese Teseo sulle Amazzoni e a quella di Eretteo, mitico re dell’Attica, sulla città di Eleusi....
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