Di madre in figlia. Rosa e Marinella, storie di famiglia

14 SET 23
Ultimo aggiornamento: 20:0716 MAG 25
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Una carezza al cuore di migliaia di lettori, fatta con le parole anziché con i gesti. Parole - usate sempre con l’opportuna misura - racchiuse fra le pagine di un romanzo d’esordio (“Il cognome delle donne”, proposto nel catalogo della casa editrice “Feltrinelli”) scritto da un’autrice - giovane, eppure già a proprio agio in materia di libri e di letteratura - che sta facendo assai ben parlare di sé: Aurora Tamigio. Al centro di quest’opera, un gruppo di donne che nel corso della chiacchierata con la scrittrice diviene, oltretutto, l’occasione per abbandonarsi a una seria riflessione circa un tema di stretta (e tragica) attualità: la violenza che, ormai sempre più di frequente, proprio loro sono costrette a subire.

Aurora, con “Il cognome delle donne” lei ha subito colto nel sogno: è un libro davvero degno di nota, il suo. Il successo l’ha cambiata, rispetto al suo approccio alla scrittura e al lavoro? Si sa che esso, talvolta, può rappresentare una sorta di “arma a doppio taglio”.
«Il successo di questo libro è inaspettato anche per me, nel senso più letterale del termine: tutto ciò che si accompagna a un’aspettativa, a mio avviso, prima o poi perde leggerezza e diventa inevitabilmente pesante da sostenere....
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