Illuminista e cristiano Da “Il Conciliatore” al lascito della tolleranza

Partiamo come sempre dal contesto storico. Le idee portate dalla Rivoluzione francese, pur sedimentate e assopite dal cesarismo napoleonico, avevano fatto breccia anche in Italia. La Restaurazione del 1814 aveva rimesso in piedi la vecchia Italia del ‘700, devota ai propri regnanti, che adorava il Papa come un semidio, sferzata da Parini e schiaffeggiata da Alfieri. Questa Italia resisteva ancora, ma ne stava nascendo un’altra: quella di coloro che non l’accettavano più. Era l’Italia che si nascondeva nelle “vendite” carbonare. Era l’Italia dei “Buoni cugini”, l’Italia che cospirava e preparava insurrezioni. Ma le polizie di tutti gli Stati italiani e specialmente quella austriaca, vigilavano e reagivano alle azioni di questi cospiratori. Tutta l’Italia era un ribollire di tentativi di sollevazione. Solo alcuni esempi: 1821 - Giuseppe Silvati e Michele Morelli, aderenti alla Carboneria, Ufficiali dell’esercito borbonico ed ex ufficiali di G. Murat ex Re di Napoli sotto Napoleone vengono impiccati in seguito alla repressione dei moti carbonari napoletani (Nola. AV). 1821 - Rivoluzione Piemontese promossa da Santorre di Santarosa con l’aiuto dei reggimenti dragoni di Alessandria. Vittorio Emanuele I abdica - Carlo Alberto concede la Costituzione. Intervento austriaco - Carlo Alberto ritira la Costituzione.1821 -Proscrizione della Carboneria in tutta Italia. Molti sacerdoti condannati nel Sud, due nel Ducato di Modena furono circa 140: uno di essi fu Don Giuseppe Andreoli, giustiziato, più di cento in Piemonte e molti di più a Napoli ed in Sicilia....
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