«La via del dialogo è profetica»

13 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 20:06 | 16 MAG 25
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Una parola che non passa. Gli scritti di don Primo Mazzolari sul tema della pace tornano a parlare alle nostre coscienze con ancora più forza, in un “tempo drammatico”, e senza pace, diventando stimolo e occasione di riflessione su un tema quanto mai attuale. Non ignorare questa voce servirebbe a non ripetere gli errori e gli orrori del passato, eppure, la storia insegna ma l’uomo raramente impara...
La presentazione. “Primo Mazzolari, La pace “Adesso o mai più”, a cura di Bruno Bignami e Umberto Zanaboni (EDB, 2023) sarà presentato oggi, venerdì 14 luglio alle ore 17 nella Sala Conferenze Virginia Carini Dainotti della Biblioteca Statale, in collaborazione con U.C.I.D. (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti). L’incontro vedrà la partecipazione di Raffaella Barbierato, direttrice della Biblioteca Statale di Cremona e dei due curatori: don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, già presidente della Fondazione Mazzolari e don Umberto Zanaboni, vice postulatore della causa di beatificazione di Mazzolari.
«Il libro - ci anticipa don Bruno Bignami - è una raccolta di scritti di don Primo Mazzolari pubblicati sul quindicinale Adesso tra il 1949 e il 1959. Abbiamo fatto una scelta, inserendo quelli più significativi e attuali. Da qui anche il gioco di parole nel sottotitolo: «adesso» si riferisce al giornale di Mazzolari e insieme è avverbio che sollecita a non perdere tempo. La pace procrastinata ha un costo sempre più salato in termini di vite umane, di feriti e di profughi».

Don Mazzolari vive due guerre, la Prima e la Seconda del Secolo breve, e le sue affermazioni contro i conflitti - scrive il cardinale Matteo Maria Zuppi nella prefazione del volume - possono apparire perentorie, quasi eccessive. Eppure nascono sempre da un’attenta riflessione”. Quali riflessioni avevano portato don Primo a queste conclusioni?
«Don Primo ha attraversato le guerre del Novecento e ne ha subito le profonde lacerazioni interiori. Tutti sappiamo che alla vigilia della Grande Guerra il giovane prete cremonese aveva aderito alle idee interventiste della Lega democratica cristiana di Eligio Cacciaguerra e dei suoi amici. I quasi tre anni da prete soldato e i due anni di cappellano militare dal 1915 al 1920 lo convincono che la guerra contraddice apertamente il vangelo....
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