«Riprendamoci lo spazio per sognare»

So(n)no e so(g)no: due vocaboli differenziati da una consonante soltanto, ma che molti elementi in comune possono vantare. Lo sottolinea assai bene Arianna Cecconi (antropologa di fama internazionale con radici cremonesi, ospite della libreria “Feltrinelli” locale nei giorni passati) che, fra le pagine del suo ultimo romanzo (“La girandola degli insonni”), si diffonde proprio in merito a questo tema, senz’altro suggestivo eppure non sempre approfondito come esso meriterebbe. Si può dire che l’autrice ci abbia davvero preso gusto: dopo l’ottimo esito del precedente - e godibilissimo - libro (“Teresa degli oracoli”), ecco che ne è arrivato un altro destinato al successo.
«Di notte non c’è pudore, vergogna, le regole si rompono, i corpi - anche quelli più disciplinati - si scompongono. Tutta la fatica che facciamo durante il giorno per darci un contegno, trasmettere una buona immagine di noi, è uno sforzo che il sonno cancella». È una frase, la sua, che rivela molto circa noi stessi: è forse il sonno una sorta di “livella”, che mette in risalto la nostra vera essenza?
«Forse non la vera essenza, ma sicuramente il sonno rivela delle parti di noi, che a volte nemmeno conosciamo. Nel sonno perdiamo il controllo e le nostre pulsioni, desideri o paure possono manifestarsi. Ci sono persone che parlano nel sonno e hanno paura di poter rivelare dei segreti....
«Forse non la vera essenza, ma sicuramente il sonno rivela delle parti di noi, che a volte nemmeno conosciamo. Nel sonno perdiamo il controllo e le nostre pulsioni, desideri o paure possono manifestarsi. Ci sono persone che parlano nel sonno e hanno paura di poter rivelare dei segreti....
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