«Anch’io così cresco assieme ai miei personaggi»

Era una bambina, Giada Pavesi, quando iniziò a subire l’irresistibile seduzione esercitata dalla pagina scritta. Oggi, quella bambina s’è fatta donna e - soprattutto - è stata abile a trasformarsi in una scrittrice di successo in grado di proporre opere appassionanti e raggiungere prestigiosi traguardi (il Premio “Giuria ‘Zoe’ - Libri di sport” al Festival “Libro Aperto” di Baronissi, per esempio, conseguito appena tre settimane fa). Dedizione alla propria attività, una giusta dose d’ambizione, talento e attenzione al significato d’ogni vocabolo utilizzato: caratteristiche, queste, che ne hanno fatto un’autrice di fama, riconosciuta sull’intero fronte nazionale per la bravura nell’imbastire testi senz’altro destinati ai più piccini, tuttavia assai graditi anche alla platea più matura. «Mio padre inventava storie, e poi me le raccontava. Mia madre pescava di continuo libri dalla biblioteca di casa, e in seguito me li leggeva ad alta voce. È l’immagine più vivida relativa alla mia infanzia che io abbia: è un ricordo che mi accompagna e che ancora conservo con emozione. Credo che tutto ciò abbia contribuito a rendermi un’avida lettrice: sotto questo punto di vista, entrambi i miei genitori si sono rivelati determinanti nella mia formazione», confida. Era destino che - com’è piuttosto semplice intuire - un rapporto tanto viscerale con la parola (poco importa se letta oppure soltanto ascoltata) incidesse sulla professione di Giada....
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