Soddisfattissimo di “sì festoso accoglimento”

Nel gennaio 1414 giunse a Cremona papa Giovanni XXIII (al secolo Baldassarre Cossa), uno dei tre Pontefici che nel periodo dello scisma “contendevano essere li veri e legitimi l’un l’altro”, come afferma Giuseppe Bresciani. Grazie alla mediazione di Cabrino Fondulo, signore di Cremona, la città fu teatro del suo incontro con l’imperatore Sigismondo per la definizione del Concilio di Costanza, indetto per risolvere la complessa questione scismatica. La storia ci insegna che Giovanni XXIII, deposto dallo stesso Concilio, fu dichiarato definitivamente antipapa, dunque illegittimo, cinquecento anni dopo da papa Roncalli, che con la scelta del nome si affermò come l’unico Giovanni XXIII. (e.z.)
La visita di Giovanni XXIII a Cremona è ampiamente testimoniata dalle fonti narrative del Settecento e Ottocento che suggeriscono dettagli di cronaca capaci di definire visivamente personaggi e luoghi. L’evento non poteva non prevedere l’allestimento di apparati e l’organizzazione di cerimonie, nonché un corteo che lo accogliesse con gli opportuni omaggi da parte della città. A questo aspetto dedica particolare attenzione Angelo Grandi che nella Descrizione dello stato fisico politico statistico storico biografico della Provincia e Diocesi di Cremona (1856-1858) fa rivivere il clima festoso che regnava in città in quei giorni. Contrariamente al rigore con cui di solito egli cita le fonti alle quali attinge, nel caso specifico non ne fa parola, pur dedicando svariate pagine al seguito che accompagnò Giovanni XXIII da Porta Po fino alla Cattedrale e alla sua permanenza a Cremona, fornendoci un quadro talmente ricco di notizie e dettagli, descritti con immediatezza e vivacità di toni, da tradurre quasi in immagini le scene festose e le figure dei tanti personaggi che contornarono il Papa....
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