L’abate Dandi e la letteratura come menzogna

4 MAG 23
Ultimo aggiornamento: 20:02 | 16 MAG 25
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Jacopo Narros (1990), nato e residente a Cremona, è membro dell’OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale). Ha curato e tradotto la “Bibliografia dei folli” di Charles Nodier (Quodlibet) e scritto testi per riviste e antologie. È redattore della rivista “Nuova Tèchne”, e in aprile, ha pubblicato “Il Gran Sottisier” con le edizioni Milano University Press, nella collana Consonanze (disponibile in open access). Questo libro è dedicato alla figura e all’opera pubblicistica di Giovanni Pellegrino Dandi (1664-1726 c.), pioniere del giornalismo letterario.
«La singolarità di questo personaggio minore, abate e promotore dell’officina tipografica di famiglia, risiede quasi tutta nel modo fantasioso in cui incarna, all’alba del secolo dei Lumi, i valori più retrogradi del mondo della provincia, e della periferia letteraria», racconta l’autore. Dandi, che opera tra Forlì e Imola, si colloca, con sbrigliata intraprendenza, sulle spalle dei pochi giornalisti eruditi che lo hanno preceduto. «Tuttavia - prosegue Narros -, la natura ambigua di questo rapporto, fatto di desiderio di emulazione, combinato con il plagio più rocambolesco, porta Dandi ad affondare insieme ai propri fogli nel gusto barocco e nella corta visione conservatrice, in aperta contraddizione con il mezzo d’avanguardia della stampa». Eppure, come scrive Martino Capucci, proprio in virtù della sua «infima qualità morale e intellettuale»,...
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