Cremona nella letteratura di Manzoni

4 MAG 23
Ultimo aggiornamento: 20:0216 MAG 25
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Immagine di Cremona nella letteratura di Manzoni
Ventidue maggio 1873: “ei fu”, per dirla proprio alla maniera di Manzoni. A centocinquant’anni dalla scomparsa del grande letterato italiano la sua produzione artistica continua a scuotere l’animo di colui che, non solo nelle aule di scuola e università, si avvicina alle sue pagine che siano in prosa, in versi, di politica o di romanzi.
Nella produzione letteraria di Manzoni si racchiude il suo pensiero politico, sociale e religioso, frutto di un lungo percorso di studi e analisi della storia in cui è immerso. L’autore si inserisce in un contesto culturale ormai disilluso, lontano dall’idillio della letteratura concepita come otium rivolto ad un’élite benestante che si compiace di cercare nella metrica avventure epiche e tematiche amorose. Manzoni, sicuramente influenzato in maniera diretta anche dal nonno Cesare Beccaria, comprende che la letteratura ora ha un nuovo scopo; veste un impegno morale e civile, deve parlare a tutti i lettori di ogni contesto sociale ed esprimere in modo efficace e diretto idee, sentimenti, buoni comportamenti. Se così ben insegna la letteratura, a tutto ciò, poi, corrisponderà una “provvidenza” che porterà pace e felicità. Così l’autore interpreta il suo scopo di scrittore unito ad una profonda convinzione cattolica che a poco a poco va a formare l’uomo che Manzoni diventerà....
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