«La poesia, il posto ideale per raccontare i miei silenzi»

Esistono opere che arrivano ad accarezzarci il cuore: le parole con le quali sono redatte penetrano in profondità, raccontandoci e raccontando del rapporto che intercorre fra noi e tutto quello che ci circonda. Ne sono fulgidi esempi le raccolte poetiche, la cui peculiarità - più d’ogni testo in prosa, probabilmente - è quella di presentarsi all’attenzione dei lettori in maniera compiuta, solleticando quelle corde della nostra anima che, diversamente, rimarrebbero involate. È proprio alla poesia, che il giornalista cremonese Roberto Fiorentini s’è affidato: raffinato calibratore della parola scritta, egli parla di sé e della sua visione della realtà con cui l’uomo quotidianamente s’interfaccia fra le pagine de “Sonetti in Tasca”, un’auto-produzione nella cui prefazione (a firma del critico letterario concittadino Claudio Ardigò) viene sottolineato come quella dell’autore «sia una poesia che è sinonimo di forza di libertà e di verità». Parole appropriate, quelle utilizzate: evidenziano la validità e l’immediatezza delle immagini evocate da Fiorentini, esordiente in quest’ambito (tutto fuorché semplice) eppure già dotato di notevole dimestichezza. «Ho scelto di radunare circa cinquanta composizioni che mettono per iscritto una serie di riflessioni molto intime da me maturate da tre anni a questa parte:..
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 6 APRILE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT