L’assedio (finito male) degli austriaci col “permesso” del prete

2 FEB 23
Ultimo aggiornamento: 19:5816 MAG 25
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Se oggi le uniche invasioni di cui è protagonista Cremona sono quelle “Botaniche”, o quelle di turisti durante la festa del Torrone, nel passato la roccaforte attorno al Torrazzo fu spesso al centro di episodi di guerra, per la sua posizione militarmente strategica, che la rendeva appetibile alle varie forze che dominavano la Lombardia.
A questo proposito un assedio storico, sebbene poco riportato dai libri di storia, interessò la città Cremona nel lontano 1702, nella notte del 1° febbraio, esattamente 321 anni fa. A raccontarlo è stato Matteo Villa, che vi ha dedicato la propria tesi di laurea, finita poi sull’ultimo numero di “Focus storia”, grazie a una stretta collaborazione con il suo relatore, Gastone Breccia.
Un parallelismo interessante, in merito all’episodio in questione, è quello con l’assedio di Troia. Solo che, se in quest’ultimo i nemici si introdussero nella città grazie a un cavallo di legno, nel caso di Cremona deus ex machina furono un prete e una chiavica. Ad essere contrapposti, in questa battaglia, erano le truppe franco-spagnole, agli ordini del duca di Villeroi, il maresciallo Francois de Neufville, che avevano in Cremona la loro roccaforte, e gli imperiali del principe Eugenio di Savoia, grande condottiero dell’epoca.
Sabato 28 gennaio un gruppetto sparuto di soldati austriaci si introdussero in città travestiti da contadini, approfittando del giorno di mercato, e presero i contatti con don Giovan Battista Cozzoli, parroco di Santa Maria Nuova, che aveva deciso di aiutarli in quanto il fratello lavorava al soldo degli Asburgo. La parrocchia in questione sorgeva proprio al limitare delle mura cittadine, e una grata delle cantine si affacciava su un canale di scolo che scendeva fino al fossato che circondava le mura: un importante collegamento con l’esterno per chi avesse voluto invadere la città. E difatti, gli otto austriaci si prodigarono per allargare la canaletta e a rimuovere la grata...
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