La strage dei trenta frati francescani

Era il pomeriggio del 7 febbraio: 78 anni fa il sangue impregnò la terra di Siroki Brijeg, cittadina dell’Erzegovina sita nei pressi del fiume Listica. Si trattò di un’autentica strage, di cui si è cercato di cancellare le tracce e, soprattutto, la memoria. Oltre trenta frati francescani furono trucidati. Perché dimenticare? Cosa accadde esattamente?
I religiosi in questa zona erano presenti da oltre un secolo. Ben presto divennero un punto di riferimento sicuro per molti, non solo dal punto di vista spirituale con chiesa e convento, bensì anche dal punto di vista educativo, prima con le “scuole di campagna”, fondate per strappare la popolazione all’analfabetismo, poi con la fondazione di un liceo classico.
Il calvario per questi frati iniziò, per la precisione, il 5 febbraio 1945. La seconda guerra mondiale stava volgendo al termine, sostanzialmente già si conoscevano vinti e vincitori. Quel giorno Siroki Brijeg venne conquistata dai partigiani comunisti. Questi, benché negli edifici francescani non vi fosse traccia dell’esercito nemico, iniziarono a colpirli con ben 304 colpi di cannone. Il proposito era quello di annientarli con una pioggia di fuoco durata per due giorni consecutivi. Le strutture vennero danneggiate gravemente - il fuoco ingoiò circa 70 mila libri, aule e laboratori di fisica, chimica, botanica e musica finirono in briciole -, ma non annientate, specialmente non la chiesa, che resistette al peggio...
I religiosi in questa zona erano presenti da oltre un secolo. Ben presto divennero un punto di riferimento sicuro per molti, non solo dal punto di vista spirituale con chiesa e convento, bensì anche dal punto di vista educativo, prima con le “scuole di campagna”, fondate per strappare la popolazione all’analfabetismo, poi con la fondazione di un liceo classico.
Il calvario per questi frati iniziò, per la precisione, il 5 febbraio 1945. La seconda guerra mondiale stava volgendo al termine, sostanzialmente già si conoscevano vinti e vincitori. Quel giorno Siroki Brijeg venne conquistata dai partigiani comunisti. Questi, benché negli edifici francescani non vi fosse traccia dell’esercito nemico, iniziarono a colpirli con ben 304 colpi di cannone. Il proposito era quello di annientarli con una pioggia di fuoco durata per due giorni consecutivi. Le strutture vennero danneggiate gravemente - il fuoco ingoiò circa 70 mila libri, aule e laboratori di fisica, chimica, botanica e musica finirono in briciole -, ma non annientate, specialmente non la chiesa, che resistette al peggio...
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