“Mare Gerundo”, alle origini della leggenda

26 GEN 23
Ultimo aggiornamento: 19:58 | 16 MAG 25
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Secondo i bestiari medievali esistono draghi di tutti i tipi: terrestri, celesti, acquatici. I draghi acquatici, in particolare, nuotano molto rapidamente, vivono in acqua facendola tracimare per puro divertimento quando sono in collera oppure quando lottano contro altri animali acquatici. I draghi acquatici fanno un rumore spaventoso, ringhiano, muggiscono, urlano, si dimenano furiosamente, esalano dalle narici un fumo che impesta e corrompe l’atmosfera, il loro alito è pestilenziale. Sono draghi senza ali, più viscidi e serpentiformi. Nella descrizione che ne fanno i bestiari e le enciclopedie medievali il drago, più che appartenere alla categoria del meraviglioso, appartiene al mondo soprannaturale: per un uomo del Medioevo un drago è un essere reale, assolutamente terrificante ma per nulla “strano”, non è parte dei mirabilia, anzi, per certi aspetti per un uomo del Medioevo il drago fa parte della vita quotidiana: è presente ovunque nelle chiese: dipinto, scolpito, modellato, tessuto, ricamato, raccontato e commentato. Nella letteratura e nelle cronache se ne parla di continuo: in certi luoghi particolarmente minacciosi si ha più paura di incontrare un drago che un lupo.
Il drago è il diavolo. Per questo sconfiggere un drago è un’impresa che possono compiere solo i più grandi santi (Michele, Giorgio, Marta, Margherita) e gli eroi più prestigiosi (Artù, Tristano, Sigfrido)...
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