Se la casa cantoniera nasconde un mistero

19 GEN 23
Ultimo aggiornamento: 19:5716 MAG 25
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“La casa che respirava ancora” è il titolo del secondo libro di Michela Guindani. La scrittrice nata nel 1968 a Cremona e residente a Cicognolo ha ambientato la nuova opera in territorio cremonese, con qualche “trasferta” in Sicilia, e raccontato misteri attorno ad una casa cantoniera e ad una scomparsa di spille destinate al Museo del Bijou di Casalmaggiore.
Dov’è ambientato questo nuovo giallo?
«“La casa che respirava ancora” è ambientato tra Cremona e Casalmaggiore, passando per Gadesco Pieve Delmona e Cicognolo. Qui abitano i protagonisti di una parte del romanzo, un gruppo eterogeneo di amici, già presenti nel primo giallo “Come un campo di papaveri”. A Gadesco Pieve Delmona, invece, è protagonista, senza consapevolezza d’esserlo, una fatiscente casa cantoniera a ridosso di via Mantova, che si trova al centro di un inaspettato interesse e che rivelerà i misteri nascosti da decenni. Rispetto al primo giallo, inserito interamente nella Pianura Padana, questo spazia anche in Sicilia, con l’Etna maestoso, la Valle dei Templi e la Grotta del Gelo, in cui avverrà l’aggressione da parte di un’ombra assassina. Proprio a Catania avverrà anche l’uccisione di un piccolo gatto:...
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