Possibile che le regie “alternative” si occupino solo del mondo LGBT?

15 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 19:5716 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Possibile che le regie “alternative” si occupino solo del mondo LGBT?
“L’art doit discuter, contester, protester”. Non è la frase di un pericoloso sovversivo bensì di un Presidente della Repubblica francese che vestiva di sobria grisaglia ma la cui modernità mentale si misura ogni volta che a Parigi ci si imbatte nel complesso culturale a lui intitolato, il “Centre Pompidou”, dove le sue parole sono impresse sull’avveniristico edificio progettato da Renzo Piano che negli anni ‘70 fece scandalo e che oggi invece rappresenta il simbolo di un’arte che contribuisce alla discussione e alla crescita della società. Che l’arte debba far discutere lo ha detto anche il sovrintendente del Ponchielli, Andrea Cigni, alla vigilia della messa in scena della Traviata “transgender” che nelle scorse settimane non ha davvero mancato di accendere il dibattito in città e non solo (il “caso” è stato oggetto di articoli sui media nazionali), ma non nel senso virtuoso di cui sopra. Premetto che non ho visto lo spettacolo e per questo non entro nel merito, anche se ho letto recensioni e ho visto immagini che sono bastate per farmi un’opinione. Oltretutto non mi sembra il massimo del fair play giudicare la programmazione del teatro storico di Cremona, io che svolgo un compito di direzione artistica di un altro soggetto culturale della città. Credo però di avere il diritto di allargare il campo e fare un’analisi sulla tendenza delle regie nel teatro musicale italiano degli ultimi anni....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 22 DICEMBRE,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT