Il Covid e le vite “nascoste” al mondo

10 NOV 22
Ultimo aggiornamento: 19:5416 MAG 25
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Il nuovo romanzo di Lauro Zanchi - “La solitudine delle vite nascoste” - ripercorre la prima ondata della pandemia a Crema e Codogno, dove sono comparsi i primi focolai italiani. Alcuni protagonisti delle storie non interagiscono tra di loro, ma sono riconducibili ad un denominatore comune: il diffondersi dell’infezione da Coronavirus. Attraverso il susseguirsi delle loro giornate, si rivivono eventi dolorosi, divenuti parte della memoria collettiva. La prospettiva è molto ampia, numerosi i racconti: alcuni sono inventati, ma rappresentano parte di un vissuto comune, altri sono completamente reali. Venerdì 11 novembre alle 15.30 il libro sarà presentato presso la Biblioteca comunale di Cremona, giovedì 17 novembre alle 21 al Teatro Leone di Castelleone, venerdì 18 (ore 20.45) alla Biblioteca comunale di Izano, infine venerdì 25 novembre (ore 20.45) alla Biblioteca comunale di Trescore Cremasco.
Lauro Zanchi è nato e vive a Crema. Insegnante di tecnologie informatiche, è esperto di didattica multimediale. Ha all’attivo diverse pubblicazioni tra romanzi e raccolte di poesie. Nel 2019 con “La dissolvenza della memoria” ha vinto il torneo letterario IoScrittore del Gruppo GeMS, che, insieme al Premio Città di Cava de’ Tirreni e al Premio Terre di Guido Cavani, si somma ad altri riconoscimenti internazionali.
«“La solitudine delle vite nascoste” nasce dalla voglia, forse la necessità di raccontare che cosa ne è stato delle nostre vite nei primi mesi del 2020, il periodo iniziale della pandemia - racconta Lauro Zagni -....
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