Tradurre è un’arte: il peso delle parole oltre la pagina scritta

Quando accenna alla sua attività - svolta, con viva passione, in parallelo con quella d’insegnante di Letteratura Italiana -, il suo sorriso si fa luminoso rammentando le tante figure di spicco conosciute nel corso degli anni (di persona oppure virtualmente, sui social media) e con le quali ha avviato un produttivo rapporto di collaborazione, oltreché d’amicizia. Il suo - è lui stesso a confessarlo - «è un lavoro invisibile, spesso finanche “frustrante”, impegnativo e insieme assai gratificante: il compito è quello di tradurre in lingua italiana la “musica” di alcuni fra gli autori francesi più affermati (per esempio, si pensi a Stéphanie Hochet, scrittrice d’Oltralpe dalla deliziosa prosa), non alterando - rafforzando, se possibile - il peso delle loro parole, così da restituire al pubblico di casa nostra la loro forza, la loro pregnanza. «Ho mosso i miei primi passi nell’ambito della traduzione attorno ai vent’anni, più o meno ai tempi in cui frequentavo l’Università: avevo acquistato un libro di Pierre Bensusan relativo alla tecnica chitarristica. Contattai l’artista via lettera, e quasi con “incoscienza” mi offrii per rendere in italiano la sua opera: con mia enorme meraviglia, Bensusan non solo mi rispose, ma accettò di buon grado la mia proposta. Il mio esordio avvenne così, senza alcuna esperienza, ma mosso da entusiasmo e ambizione», ricorda Roberto Lana, da anni ingaggiato da importanti case editrici nazionali allo scopo di fare conoscere alla platea italiana piccoli “gioielli” della pagina scritta meritevoli della più alta considerazione....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 10 NOVEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT