Nel cuore delle “Battaglie medievali”

Sulle battaglie medievali gravano molti preconcetti. Pensiamo a una certa letteratura di stampo romantico, che a partire dall’Ottocento ce le ha descritte in modo favolistico e idealizzato. Non deve essere sottovalutato il ruolo di un certo tipo di rievocazione storica, che fa presa sul pubblico ma non sempre è improntata al rigore e allo studio accurato della materia. In linea generale, ha indubbiamente la sua importanza il fatto che i pregiudizi sul medioevo come epoca “buia” sono duri a morire: spesso si dà per scontato che nella cosiddetta “età di mezzo” vivessero uomini inequivocabilmente pervasi dalla ferocia, quasi allo stato brado, e quindi che - per forza di cose - ogni battaglia medievale fosse una carneficina fuori controllo.
Sono solo alcune delle tante ragioni per cui il volume di Aldo A. Settia, “Battaglie medievali” (Bologna, Società Editrice Il Mulino, 2020, pp. 356) riserverà molte sorprese al lettore e gli dischiuderà un orizzonte sconosciuto. L’autore, originario del Monferrato, si è laureato all’Università degli Studi di Padova con Paolo Sambin sul finire degli anni Sessanta e successivamente è entrato nella cerchia dei collaboratori di Giovanni Tabacco, fermamente intenzionato a creare una solida scuola di storici medievisti presso l’Università degli Studi di Torino. In quest’ultimo Ateneo Settia ha insegnato Storia degli insediamenti tardo-antichi e medievali fino al 1984, anno nel quale è stato chiamato all’Università degli Studi di Pavia, nella quale ha insegnato Storia medievale - in qualità di professore ordinario - fino alla pensione.
Non è semplice riepilogare in poche parole gli interessi di ricerca di Settia, che negli anni si è mosso con risultati eccellenti in diversi ambiti: è stato il primo a impostare in modo veramente rigoroso uno studio “a tutto tondo” dei castelli medievali, sia in relazione alla struttura materiale...
Sono solo alcune delle tante ragioni per cui il volume di Aldo A. Settia, “Battaglie medievali” (Bologna, Società Editrice Il Mulino, 2020, pp. 356) riserverà molte sorprese al lettore e gli dischiuderà un orizzonte sconosciuto. L’autore, originario del Monferrato, si è laureato all’Università degli Studi di Padova con Paolo Sambin sul finire degli anni Sessanta e successivamente è entrato nella cerchia dei collaboratori di Giovanni Tabacco, fermamente intenzionato a creare una solida scuola di storici medievisti presso l’Università degli Studi di Torino. In quest’ultimo Ateneo Settia ha insegnato Storia degli insediamenti tardo-antichi e medievali fino al 1984, anno nel quale è stato chiamato all’Università degli Studi di Pavia, nella quale ha insegnato Storia medievale - in qualità di professore ordinario - fino alla pensione.
Non è semplice riepilogare in poche parole gli interessi di ricerca di Settia, che negli anni si è mosso con risultati eccellenti in diversi ambiti: è stato il primo a impostare in modo veramente rigoroso uno studio “a tutto tondo” dei castelli medievali, sia in relazione alla struttura materiale...
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