Guardare il mondo con gli occhi dei più piccoli

Credo che ognuno di noi, dentro di sé, conservi le tracce della propria fanciullezza e della propria adolescenza anche dopo avere raggiunto l’età adulta. Io stessa non sfuggo alla “regola”, tant’è vero che, mentre scrivevo il mio romanzo più recente, calandomi nei panni di ambedue i protagonisti (Anita e Samuele), ho recuperato alcune realtà legate al tempo in cui ero poco più che una bambina: penso all’ingenuità, per esempio, oppure alla purezza e alla semplicità dei sentimenti». È proprio in queste parole che si ritrovano gli elementi dominanti che vanno a comporre la trama de “Un ragazzo d’oro”, l’opera a firma di Aurelia Rossi - psicoterapeuta cremonese di professione, appassionata di scrittura in possesso di una spumeggiante creatività - che la casa editrice romana “Europa Edizioni” - dalla metà del prossimo mese - presenterà in libreria: un testo d’indubbia qualità (si tratta del quarto romanzo dell’autrice locale) che fa seguito al buon successo riscosso da “Porfiria e altri racconti”, quattordici “gemme” molto apprezzate sia per il loro contenuto che per la loro brevità. «Ho avvertito l’urgenza di mettermi alla prova in una storia che fosse incentrata sui bambini, parlando il loro linguaggio. Mi sono immaginata le numerose teorie che essi costruiscono circa il mondo che li circonda, cercando di entrare dentro la loro testa tentando di spiegare il loro modo d’interfacciarsi con gli adulti - spiega l’autrice -....
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