Uomo e giardini: intrecci nel tempo

30 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 19:5016 MAG 25
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Continuiamo ad esplorare, naturalmente per esempi, il significato che il giardino ha assunto nelle varie epoche in rapporto con il mutare della situazione storico-culturale e della concezione estetico-filosofica della vita: esempi immortalati in belle pagine della letteratura, indagate da studiosi e critici il cui nome, quando evocati, appare qui, nel dipanarsi del discorso o posto tra parentesi: ciò come doveroso riconoscimento e insieme come spunto per chi volesse trovare rimandi al tema affascinante del rapporto giardino - uomo e giardino - storia dell’uomo. Giardino che continua ad essere una realtà assai significativa anche oggi, e che val la pena di tornare a indagare, contemplare e vivere.
IL GIARDINO NELL’ETÀ TARDO RINASCIMENTALE E BAROCCA
Il giardino come è rappresentato nella poesia di Torquato Tasso (1544- 1595) è carico di significati che rimandano all’epoca di riferimento, la seconda metà del Cinquecento: età che segna il dissolversi della grande civiltà rinascimentale. La gioia del giardino, luogo di piacere e d’invito alla vita quale appariva nel Quattrocento e nel pieno Rinascimento, sembra ora, nella Gerusalemme Liberata del Tasso, insidiata dal sentimento della labilità, e “si fa tanto più voluttuosa quanto più se ne avverte l’effimera durata”, per far nostre le parole di un grande studioso del poema, Lanfranco Caretti.
Ma v’è anche un secondo aspetto del giardino tassiano ben evidenziato da un altro autorevole studioso, Francesco Flora: il suo essere animato dalla presenza umana che gli conferisce un incantesimo perenne. Il giardino in cui la maga Armida (che irretisce i principi cristiani per sottrarli alla propria missione) tiene prigioniero Rinaldo, presenta una natura amorosa, ‘femminile’: erbe, fiori e cielo sembrano esprimere desideri, tormenti, gelosie, sconfitte e vittorie della passione carnale: è un giardino dei sensi: “vezzosi augelli infra le verdi fronde / temprano a prova lascivette note…”....
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