Le dolorose “crepe” della mia infanzia

5 MAG 22
Ultimo aggiornamento: 19:4816 MAG 25
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“Silenziosa, furtiva e circospetta”: Tove Ditlevsen sceglie queste parole per descrivere la sua infanzia a cui dedica interamente il primo dei tre volumi che danno vita alla cosiddetta “Trilogia di Copenaghen”. Nata nel dicembre 1918 in una famiglia di modeste condizioni, Tove soffre sin da piccola il rapporto instabile con la madre, a cui la lega una felicità “gracile” e un affetto “impaurito” dovuto all’indole ombrosa della genitrice, squassata da scoppi d’ira che culminano in ceffoni “arbitrari” e descritta come “bella e solitaria” oltre che fascinosamente enigmatica nei suoi pensieri inaccessibili. Diverso e meno “traballante” è il legame con il padre, di professione fuochista e politicamente impegnato, un uomo “serio e moralista” conosciuto il quale...
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