«Il giallo è il mio genere, stimolo per il lettore»

Michela Guindani presenta il suo noir “Come un campo di papaveri”. L’incontro pubblico si terrà venerdì 6 maggio alle 21 nella biblioteca di Torre De’ Picenardi. Nata nel 1968, ha frequentato il Liceo scientifico di Cremona e si è laureata in Economia e Commercio. Lavora da venticinque anni per il Comune di Casalmaggiore in qualità di responsabile della Ragioneria. Il giallo “Come un campo di papaveri” è il suo primo libro, ma ne ha terminato un secondo che è al vaglio di una casa editrice. Ha partecipato nel 2021 al concorso letterario indetto dall’Associazione Licenza Poetica di Arona, sulla traccia dal titolo “Latitudini (S)velate” e si è classificata tra i dieci finalisti con il testo autobiografico “Cinquantamila volte mamma”.
Michela, da quanto tempo e perché scrive?
«Ho iniziato nel 2019 perché desideravo creare un testo tutto mio, vivere le emozioni con i personaggi, dar vita a situazioni intricate per poi trovare le soluzioni più adatte per uscirne. Volevo mettermi alla prova, capire se sarei riuscita a scrivere proprio un giallo, il mio genere preferito, che richiede una mente ben organizzata per creare colpi di scena, intrighi, suspense, capacità di tenere alta la curiosità del lettore e scrivere un valido finale. In questo devo ammettere che mi ha aiutato la mia professione, ossia il confronto con numeri, calcoli e scadenze fiscali ha formato la mia mente alla precisione e all’organizzazione».
«Ho iniziato nel 2019 perché desideravo creare un testo tutto mio, vivere le emozioni con i personaggi, dar vita a situazioni intricate per poi trovare le soluzioni più adatte per uscirne. Volevo mettermi alla prova, capire se sarei riuscita a scrivere proprio un giallo, il mio genere preferito, che richiede una mente ben organizzata per creare colpi di scena, intrighi, suspense, capacità di tenere alta la curiosità del lettore e scrivere un valido finale. In questo devo ammettere che mi ha aiutato la mia professione, ossia il confronto con numeri, calcoli e scadenze fiscali ha formato la mia mente alla precisione e all’organizzazione».
Preferisce il “giallo”, dunque?
«Sì, perché stuzzica la fantasia, è intrigante e stimola il lettore a trovare da sé la soluzione. Ho scoperto che un noir può essere un testo basato sul mistero, sulle indagini da condurre, sulla ricerca delle soluzioni, ma può coinvolgere il lettore anche attraverso l’analisi dei personaggi, delle loro paure, desideri, emozioni. La scrittura mi consente di sentirmi libera. Mentre penso a come proseguire la storia, con il pensiero entro in un mondo parallelo e vedo gli ambienti e i personaggi, mi lascio commuovere, sviluppo le scene, gli intrighi, le sequenze dei fatti. Devo confermare che esperienze personali, anche poco importanti, o che credevo di aver dimenticato, riaffiorano spesso nella mia memoria e mi lanciano spunti su argomenti, fatti e luoghi che possono diventare argomenti di narrazione....
«Sì, perché stuzzica la fantasia, è intrigante e stimola il lettore a trovare da sé la soluzione. Ho scoperto che un noir può essere un testo basato sul mistero, sulle indagini da condurre, sulla ricerca delle soluzioni, ma può coinvolgere il lettore anche attraverso l’analisi dei personaggi, delle loro paure, desideri, emozioni. La scrittura mi consente di sentirmi libera. Mentre penso a come proseguire la storia, con il pensiero entro in un mondo parallelo e vedo gli ambienti e i personaggi, mi lascio commuovere, sviluppo le scene, gli intrighi, le sequenze dei fatti. Devo confermare che esperienze personali, anche poco importanti, o che credevo di aver dimenticato, riaffiorano spesso nella mia memoria e mi lanciano spunti su argomenti, fatti e luoghi che possono diventare argomenti di narrazione....
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